domenica 2 gennaio 2022

ASSERETO – COMUNE DI MONTOGGIO (visitato il 2 gennaio 2022)

 ASSERETO – COMUNE DI MONTOGGIO

Dalla frazione di Sella del Comune di Montoggio si raggiunge in circa 45 minuti (segnavia FIE tre bolli gialli) il paese abbandonato di Assereto immerso in un bosco secolare di castagni.

Le condizioni delle costruzioni sono ormai fatiscenti anche se alcune, almeno in parte, conservano ancora la copertura in tegole.

Il paese era chiamato anche Aceto (axòu in dialetto Genovese) e si trova a circa 653 mt. s.l.m. verso la Valle Scrivia.

Come scrive Marco Fezzardi nel libro “Monte Bano, molte storie”, il paese venne abbandonato nel dopoguerra. Si possono notare ancora alcuni seccherecci che conservano ancora a distanza di molti anni la “gre” che serviva per l’essicazione delle castagne molto abbondanti con piante di notevole dimensione.

Sempre Fezzardi, nell’opera citata, riporta i dati del censimento ISTAT del 1951 che indicano ancora 17 persone residenti. Nel periodo dal 1866 al 1951 sono nati ad Assereto 64 bambini il cui cognome predominante era Delucchi, seguito da Perasso.



















sabato 16 ottobre 2021

Matallo - Comune di Montoggio

MATALLO - COMUNE DI MONTOGGIO

Il piccolo borgo di Matallo era costituito da due case edificate in aderenza tra loro ed alcuni piccoli corpi accessori.

Posto a ridosso di un crinale ad una quota di circa 775 mt. s.l.m., è raggiungibile con una breve deviazione dall’ Alta Via dei Monti Liguri.

Sulla mappa catastale è indicato come Matallo, mentre sulla CTR come Case Carossino essendo e breve distanza dal monte omonimo.

Un tempo era collegata con la sottostante frazione di Acquafredda Superiore, sempre in Comune di Montoggio dove gli abitanti di Matallo si recavano a portare il latte.

Come riferisce Lorenzo Torre al Matallo, viveva una famiglia di undici persone, cognome Delucchi: in una casa abitavano i due vecchi, nati negli anni Trenta dell’Ottocento, con due dei loro figli; nell’altra casa un terzo figlio, Francesco, sposato con cinque figli piccoli.

Uno dei due figli che nel 1905 viveva in casa coi genitori, dopo il matrimonio avrà almeno tre figlie: le ultime due, gemelle, verranno alla luce nella primavera del 1927 e saranno le ultime a nascere al Matallo.

Francesco, classe 1861, morirà al Matallo, a 87 anni, il 15 marzo 1948; aveva vissuto per tanti anni alla Sella dove, con tutti quei figli, si era trasferito e abitava già negli anni Venti; in vecchiaia era tornato alla casa natia. 

Sei anni dopo, l’11 aprile 1954, morirà l’ultima abitante del Matallo, sua sorella Maria, che era nata nel 1866 e non si era mai sposata.










lunedì 4 ottobre 2021

Trapena Alta

TRAPENA ALTA (Bargagli)

Dalla frazione di Chiappa sopra Traso un sentiero (quadrato rosso pieno) raggiunge in circa 40/45 minuti il vecchio borgo di Trapena Alta. 

Ai bordi del sentiero, prima di arrivare a quello che resta del piccolo paese, troviamo alcuni casolari ed i resti di alcune teleferiche utilizzate un tempo per portare la legno verso valle.







sabato 8 maggio 2021

FETO (Comune di Montoggio)

FETO (Comune di Montoggio)

Grazie ad alcuni degli utenti del forum www.quotazero.com oggi sono ritornato al paese abbandonato di Feto nel Comune di Montoggio.

Il sentiero risegnato e ripulito, parte dalla frazione di Morasco ed in circa un ora raggiunge il paese - segnavia X gialla.

Nella mia precedente visita che risale al 2013 c'ero arrivato partendo da Noci però non avevo potuto visitare la parte inferiore del paese in quanto sommersa dalla vegetazione infestante.

Con il sentiero Quotazero 7 delle "Tre Valli" oggi il paese si può visitare nella sua interezza.











domenica 18 aprile 2021

ASÒSTO DI BIGIÆ

 ASÒSTO DI BIGIÆ


Sulle pendici meridionali della Rocca dei Corvi a circa 600 mt. s.l.m. si trova questo antico manufatto in pietra collocato nella zona una volta denominata delle “Comunaglie della Parrocchia di Murta” o  “Bosco Ramasso” 

Questi luoghi frequentati già dal XII secolo, sono stati utilizzati o quantomeno posseduti dagli “uomini della Parrocchia di Murta” fino agli anni 1930. Ancora sul finire del XVIII secolo erano parte di un più ampio complesso di terre comunali appartenenti a tre comunità parrocchiali: Murta San Carlo di Cese e Livellato e del Comune di Borzoli, posto lungo i crinali che chiudevano la valle Chiaravagna - Ramasso.

(fonte: risorse collettive e conflitti locali: il bosco Ramasso (Genova), 1790-1930 di Gian Franco Croce).


Si tratta di un ricovero di forma conica un tempo utilizzato come riparo e punto di appoggio anche per i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna della Guardia sul vicino Monte Figogna.

E’ stato oggetto negli anni passati di un opera di recupero a cura del Gruppo Sentieri del CAI Bolzaneto ed è raggiungibile da Murta, oppure più semplicemente e direttamente tramite un sentiero che si diparte da via Militare di Borzoli appena prima della discarica di Scarpino.










domenica 28 marzo 2021

Colanesi

Colanesi non è un paese né un borgo: sono una decina di costruzioni sparse sulle pendici meridionali del Monte Fasce in una conca rivolta verso il mare e protetta dai venti di tramontana, sistemata un tempo a fasce terrazzate.

Erano fabbricati destinati per lo più a stalle, tutti costruiti rigorosamente in pietra locale - i calcari del Monte Antola - compresa la copertura che appoggiava su una struttura in legno.

Al loro interno, per quel poco che ormai è possibile leggere dalla tessitura dei muri, alcuni piccoli vani ricavati nello spessore delle pareti perimetrali utilizzati probabilmente per riporre oggetti o il fiasco del vino.

La zona era di transito dal mare di Nervi al Monte Fasce, passando per la Val Lentro in alta Val Bisagno e quindi alla pianura padana.

Tutta l’ area in generale risulta attraversata da una fitta rete di sentieri che dal mare salgono verso i primi monti alle spalle di Genova tra i quali spicca il Monte Fasce riconoscibile per le tante antenne.

Per raggiungere Colanesi si può partire dalla strada panoramica del Monte Moro. Dalla Chiesa Eremo di Santa Chiara, si segue il crinale indicato dalla FIE con una T rossa rovesciata, fino ad incontrare un grosso masso. Da qui il sentiero piega verso il mare (segnavia un bollo rosso) tagliando le pendici meridionali del Monte Fasce ed arrivando in circa 1,30 ore alla meta.