lunedì 3 agosto 2026

Alla ricerca di Mùntadu: il borgo dimenticato tra i boschi di Fontanigorda.

Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, inghiottito dal silenzio della natura. Uno di questi è Mùntadu (o Montado, come si legge sulle antiche mappe catastali), nel Comune di Fontanigorda.

Grazie alla preziosa segnalazione di Maurizio Benazzi, sono andato alla ricerca di questo piccolo borgo fantasma: un pugno di fabbricati — un tempo una decina, stretti l'uno all'altro come ad abbracciarsi — adagiati su un dolce pianoro.

Oggi dove un tempo c'era la vita, regna il bosco. La vegetazione si è lentamente riappropriata della terra che gli uomini, con fatica e devozione, avevano strappato alla montagna per coltivarla e farvi pascolare il bestiame.

Ma basta sfogliare la memoria storica per scoprire un'altra storia.

Guardando la foto aerea del 1964, il contrasto è impressionante: i contorni delle fasce coltivate erano nettissimi, i pascoli aperti e ben definiti, testimoni di una comunità contadina viva e operosa. A confermarlo è anche la mappa catastale d'epoca, che traccia con precisione le forme di quel manipolo di case lungo la vecchia Vicinale della Cappella.

Oggi Mùntadu è un sussurro nascosto tra gli alberi, un frammento di storia ligure che merita di non essere dimenticato.

 




















sabato 25 luglio 2026

I Casoni di Costalunga: I custodi silenziosi della Valle del Brugneto

 Arroccati a circa 757 metri di altitudine, nel cuore del Comune di Rondanina, i resti dei Casoni di Costalunga sono allineati lungo un crinale panoramico affacciato sulla selvaggia valle del torrente Brugneto. Oggi, un suggestivo bosco di faggi e castagni secolari li avvolge in un abbraccio verde, celandoli come un piccolo tesoro perduto nel tempo.

In passato, questa minuscola comunità rurale contava circa una decina di fabbricati. Tra le pietre risuonava la vita quotidiana, scandita dai ritmi della natura e dall'acqua pura del piccolo truogolo, fonte d'approvvigionamento per gli abitanti e del bestiame.

Raggiungere questo luogo fermo nel tempo è un viaggio nella memoria: lungo la Strada Provinciale 15 — che dalla SS 45 della Val Trebbia risale verso Propata e gli altri borghi della valle del Brugneto — si incontra l'indicazione "Via ai Casoni". Proprio lì c'è persino una palina che indicata la fermata dell'autobus: un dettaglio quasi nostalgico che ricorda quanto, in fondo, l'eco della vita in questi luoghi si sia spento solo di recente.











sabato 13 dicembre 2025

Barego – Comune di Bargagli

Il piccolo borgo di Barego è posto sulle alture della frazione di Traso di Bargagli. Per raggiungerlo si può partire dalla frazione Ciappa seguendo il sentiero quadrato rosso piano in salita, oppure scendere sempre seguendo il medesimo segnavia dal Colle Speranza.

Al contrario di altri piccoli borghi del nostro Appennino non era destinato all'abitazione permanente ma solo a quella temporanea legata alla fienagione sui prati sommitali del Colle Speranza e del Monte Croce dei Fo.

Quasi tutte le abitazioni sono le classiche case di pendio con al piano terra la stalla e al piano superiore il fienile. Vi sono alcuni pregevoli portali ancora in buono stato di conservazione.













lunedì 4 agosto 2025

LAVAGETTI – Comune di Montoggio

Dopo vari approfondimenti e studi, grazie a Lorenzo Torre e Francesco La Spina, sembra risolto il “mistero” di Lavagetti, minuscolo agglomerato, una casa e due fienili (oggi scomparsi) ubicato in sponda destra del rio dell'Arbosa che più a valle prende il nome di rio Feto, affluente del torrente Laccio.

Le varie carte consultate, in questo caso, non ci sono state d’aiuto. La CTR indica il fabbricato come “Casa Corpi”, mentre la “canapina” (mappa di impianto catastale, solitamente precisa, non riporta nessun toponimo).

A questo punto entra in gioco Lorenzo Torre che tramite ricerche di archivio risale ad uno dei suoi ultimi proprietari, Vagge Giacomo fu Giuseppe detto “Lumin”, il cui nome trova corrispondenza sulla visura catastale, ed il gioco è fatto !.

Lumin abitò in questa casa fino al 1984 e dopo di lui la figlia Erminia per circa 15 anni. Il soprannome “Lumin” deriva dal fatto che, la sera, Giacomo Vagge posava un lume a olio davanti all'uscio di casa e quella lucina, di notte, era un punto di riferimento fisso per chi transitava sui sentieri della zona, sia dal lato di Casa Teitin sia da quella che è oggi l'alta via tra il Candelozzo e Scoffera, sia da Feto, Salice e Campoveneroso.

Oggi il bosco e la vegetazione infestante la fa da padrone ma fino agli anni 70 gran parte di quelle zone era coltivata a fasce e quindi con i versanti montani liberi e visibili.

Foto del 2013.

Grazie al lavoro di Lorenzo Torre e Francesco La Spina.















lunedì 30 giugno 2025

Casone in Val Cichero (GE)

Antico casolare in Val Cichero, probabilmente utilizzato per l'eccicazione delle castagne.

Disposto su due piani conserva dei bei portali in pietra.