Ci sono luoghi dove il tempo
sembra essersi fermato, inghiottito dal silenzio della natura. Uno di questi è
Mùntadu (o Montado, come si legge sulle antiche mappe catastali), nel Comune di
Fontanigorda.
Grazie alla preziosa segnalazione
di Maurizio Benazzi, sono andato alla ricerca di questo piccolo borgo fantasma:
un pugno di fabbricati — un tempo una decina, stretti l'uno all'altro come ad
abbracciarsi — adagiati su un dolce pianoro.
Oggi dove un tempo c'era la vita,
regna il bosco. La vegetazione si è lentamente riappropriata della terra che
gli uomini, con fatica e devozione, avevano strappato alla montagna per
coltivarla e farvi pascolare il bestiame.
Ma basta sfogliare la memoria
storica per scoprire un'altra storia.
Guardando la foto aerea del 1964,
il contrasto è impressionante: i contorni delle fasce coltivate erano
nettissimi, i pascoli aperti e ben definiti, testimoni di una comunità
contadina viva e operosa. A confermarlo è anche la mappa catastale d'epoca, che
traccia con precisione le forme di quel manipolo di case lungo la vecchia
Vicinale della Cappella.
Oggi Mùntadu è un sussurro
nascosto tra gli alberi, un frammento di storia ligure che merita di non essere
dimenticato.

