mercoledì 2 febbraio 2011

Fotografare il fumo



Cosa occorre

Reflex con obiettivo – meglio se macro – montata su cavalletto e dotata di scatto remoto.
Un flash esterno collegato con sistema di comunicazione con la reflex senza fili o cavo.
Un telo o un cartoncino abbastanza grande di colore nero da utilizzare come sfondo.
Un pannello riflettente (un foglio bianco o un pannello bianco)
Un tubo di cartone nero da inserire sul flash per direzionare il fascio di luce sul fumo.
Bastoncini di incenso.
 
Attrezziamo il nostro set
Posizioniamo il nostro bastoncino di incenso verticale e poniamo alle sue spalle il nostro telo nero che servirà da sfondo ad una distanza di almeno 50-60 cm.
Mettiamo la reflex montata sul cavalletto davanti al bastoncino di incenso ad una distanza in funzione della focale dell’ obiettivo.
Posizioniamo il flash alla stessa altezza, sulla destra o sulla sinistra del bastoncino di incenso, indirizzando il lampo verso il fumo.
Sul lato opposto al flash posizioniamo, leggermente inclinato, il pannello riflettente.

Impostiamo lo scatto
Utilizziamo un tempo congruo con il sincroflash – normalmente 1/125 o 1/250, impostiamo il diaframma in modo che risulti abbastanza chiuso e gli ISO più bassi che ci permette la nostra reflex.
Mettiamo a fuoco sulla testa del bastoncino, utilizzando la fotocamera in verticale, scattando in raw.

Prepariamoci a scattare
Accendiamo ora il nostro bastoncino, spegniamo tutte le luci della stanza, e posizioniamoci dietro la fotocamera, aspettando qualche secondo prima di iniziare a scattare in modo tale che le volute di fumo inizino a salire verso l’ alto. A questo punto iniziamo a scattare.

Prepariamo le nostre foto
Utilizzando Photoshop, dopo avere regolato curve e livelli, possiamo modificare sia lo sfondo che il colore del fumo. Con il comando regolazioni à inverti è possibile cambiare lo sfondo da nero a bianco, mentre con il comando regolazioni à tonalità saturazione spuntando “colora”, porssiamo modificare la tonalità delle volute di fumo.

Foto eseguite con Nikon D700 e obiettivo Tamron 90 mm. macro.

il set fotografico












mercoledì 26 gennaio 2011

Val Brevenna: Casareggio


Lungo la diramazione che raggiunge Tonno, si incontra l’ antichissimo borgo di Casareggio, uno dei meglio conservati dell’ intera vallata.

Numerose ancora le case in muratura di pietrame ed alcune conservano la copertura con le cosiddette ciappe in pietra.

Tra vicoli lastricati, piccole aie, fienili e trogoli sembra che il tempo si sia fermato, soprattutto nel periodo invernale quando il paese rimane praticamente disabitato.

Di particolare interesse, la casa detta del fabbro con finestra zoppa e sulla cui facciata sono visibili due meridiane, una ricavata da una una lastra di pietra che conserva intatto lo gnomone e l’altra dipinta a fresco.










Merdiana posta sulla facciata della Casa del Fabbro

lunedì 24 gennaio 2011

Val Brevenna: pian dei Curli


Dalla parte alta del paese di Casareggio, in corrispondenza del grande trogolo vicino alla piccola chiesa, seguendo con difficoltà il segnavia del cerchio barrato, si sale tra le fasce abbandonate, fino a raggiungere il piccolo nucleo rurale abbandonato di Pian dei Curli.

Si tratta di una manciata di case in pietra, alcune ormai completamente diroccate, edificate attorno ad un antico lavatoio.

Di particolare interesse ed ancora ben conservato un vecchio edificio con retrostante secchereccio: il “gre”, ovvero la struttura su cui venivano poste le castagne, ottimamente conservato, è costituito da una fitta rete intrecciata di rami di castagno, che consentiva al fuoco sottostante di fare passare il calore che faceva seccare le castagne.


Particolare del "gre" - graticcio per l' essicazione delle castagne



Il secchereccio





sabato 22 gennaio 2011

Val Brevenna : Aia Vecchia


Poco prima di raggiungere Casareggio e poi Tonno una breve deviazione porta alla piccola frazione di Aia Vecchia.

Una manciata di case in pietra addossate le une alla altre, con l’ immancabile trogolo, i fienili “celtici”, un tempo ricoperti di paglia e le fasce in pietra tutt’ intorno.

Da segnalare all’ inizio del paese, un ingresso contornato da grossi blocchi in calcare.

Il nome deriva dall’ utilizzo per la battitura dei cereali, quali segale, grano e avena che venivano coltivati sui terrazzamenti circostanti.






mercoledì 19 gennaio 2011

Val Brevenna: Lavazzuoli

Borgo rurale raggiungibile dalla frazione di Piancassina, tramite il sentiero diretto al monte Antola, risulta costituito da un piccolo gruppo di vecchie case e cascinali e, poco più a monte da una vecchia casa colonica con annessa stalla entrambi ristrutturati ed utilizzati dall’ Azienda Agrituristica La Casa del Sole.

E’ la frazione più alta della Val Brevenna con i suoi 1145 metri s.l.m..; anche qui  sono riconoscibili  i vecchi terrazzamenti utilizzati un tempo per l’ agricoltura e la fienagione ora in parte recuperati dall’ Azienda Agrituristica.

Degno di nota, poco prima di raggiungere la Casa del Sole,  l’ abbeveratoio con annessa fonte coperto ed incavato nel muro a secco.

Poco sopra la Casa del Sole, lungo il sentiero mulattiera, si trova un vecchio cascinale con la facciata rastremata caratterizzata nella parte terminale da una scalinatura assai evidente, tipica delle “case Celtiche”. 











martedì 18 gennaio 2011

Genova: il Cimitero Monumentale di Staglieno


Il cimitero di Staglieno è uno dei cimiteri monumentali più importanti d' Europa e per la valenza dei suoi monumenti funebri è considerato un vero e proprio museo a cielo aperto.

Le numerose opere, prevalentemente di scultori genovesi, conferiscono al suo insieme un importante valore sotto l'aspetto dell' architettuta e scultura funebre, fondendo vari movimenti artistici, dal neo-classicismo, all’eccletismo, all’art-noveau, all’art decò, fino all’ architettura contemporanea.

Il progetto fu iniziato nel 1835 da Carlo Barbino, il più importante architetto genovese dell’ottocento e continuato, dopo la sua morte, dall’allievo Giovanni Battista Resasco.

Aperto nel 1851, si è sviluppato con grande intensità dopo la Prima Guerra Mondiale.

Foto eseguite con Nikon D700 – obiettivo Nikkor 12/24 – mano libera.